Intelligenza artificiale
In breve
L’intelligenza artificiale indica i programmi capaci di svolgere compiti che sembravano richiedere intelligenza umana, perlopiù imparando da esempi invece di seguire regole scritte a mano.
Definizione
L’intelligenza artificiale (IA) è un campo dell’informatica che mira a far svolgere alle macchine compiti come riconoscere un’immagine, comprendere una frase, tradurre, giocare o prendere una decisione. Il termine è già usato nel 1955 nella proposta per la conferenza di Dartmouth (McCarthy, Minsky, Rochester, Shannon), ma gli usi per il grande pubblico sono esplosi dal 2022, con il lancio di ChatGPT a novembre.
Le grandi famiglie
- IA basata su regole: una persona scrive le regole («se… allora…»). Affidabile ma rigida.
- Apprendimento automatico (machine learning): il programma impara da solo le regole a partire da esempi. È la base della maggior parte dei sistemi attuali.
- Apprendimento profondo (deep learning): una forma di apprendimento automatico che usa reti neurali composte da più strati successivi. Negli anni Dieci ha fatto fare un balzo al riconoscimento di immagini e voce.
- IA generativa: modelli di apprendimento profondo che producono contenuti (testo, immagini, suoni, video). ChatGPT, Midjourney o Suno ne fanno parte.
Come «impara» un’IA
Si mostra al modello un numero molto grande di esempi e si regolano gradualmente i suoi parametri interni affinché commetta sempre meno errori. Una volta addestrato, applica ciò che ha imparato a situazioni nuove. Non comprende il mondo come un essere umano: sfrutta regolarità statistiche, il che spiega sia le sue prestazioni sia i suoi errori.
Da non confondere
- IA generativa e IA in generale: l’IA esiste da tempo (raccomandazioni, filtri antispam, calcolo dei percorsi). L’IA generativa ne è un ramo recente.
- IA attuale e «IA generale»: i sistemi attuali sono molto bravi in alcuni compiti, ma l’idea di un’IA versatile quanto un essere umano (AGI) resta un obiettivo dibattuto, non una realtà acquisita.
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